Se stai confrontando due integratori di cardo mariano, il primo ostacolo è che in etichetta la stessa pianta compare con due numeri: il peso dell’estratto e la quantità di silimarina dichiarata al suo interno. Gli esempi di questa guida vengono da due referenze del catalogo, Cardo Mariano Plus (una capsula al giorno) e una seconda formula da 90 capsule (due al giorno), in cui il cardo mariano è affiancato da altri estratti vegetali e, nella seconda, dalla colina. Va detto subito: nel Registro europeo delle indicazioni sulla salute non figura alcuna indicazione autorizzata per il cardo mariano né per la silimarina, e lo stesso vale per gli estratti di carciofo, tarassaco e cicoria delle due formule. Quello che segue è un metodo di lettura: la pianta, la riga «estratto, di cui silimarina», il confronto fra formule composte e il costo di una dose.
Che cos’è il cardo mariano
Il cardo mariano (Silybum marianum) è una pianta della famiglia delle Asteraceae, la stessa del carciofo. La parte da cui si ottiene la silimarina è il frutto maturo, che nel linguaggio comune viene spesso chiamato seme.
La silimarina non è una singola molecola. È una miscela composta per la maggior parte da flavonolignani isomeri fra loro, cioè composti con la stessa formula molecolare ma una struttura diversa: silibina A e B, isosilibina A e B, silicristina e silidianina. Quando un’etichetta dichiara la silimarina, quindi, sotto un solo nome indica un insieme di composti; quando dichiara anche la silibina, ne indica una parte.
Le forme in etichetta: estratto, componente, formula
Sulle etichette di cardo mariano la pianta può comparire su più livelli, uno dentro l’altro: sono livelli di peso e di composizione, non una gerarchia di qualità.
L’estratto: un peso
La prima riga è il peso dell’estratto, per esempio «estratto di cardo mariano 250 mg». Dice quanto pesa l’estratto nella porzione, non quanta silimarina contiene: due estratti dello stesso peso possono dichiararne quantità diverse, e un estratto più leggero può dichiararne di più.
Il componente dichiarato: la riga «di cui»
La seconda riga è la quantità di un componente all’interno dell’estratto: «di cui silimarina 75 mg» significa che, dei 250 mg di estratto, 75 mg sono dichiarati come silimarina. Le due schede descrivono i loro estratti come «titolati»: accanto al peso di ciascun estratto dichiarano la quantità di un componente. Se la riga «di cui» manca, la quantità di silimarina non è dichiarata e non si ricava dal peso dell’estratto.
La sottovoce: silibina e isosilibina
Un’etichetta può scendere di un altro livello. Nella prima referenza la riga continua con «di cui silibina e isosilibina 40 mg»: sono due dei componenti della silimarina, quindi quei 40 mg stanno dentro i 75 mg e non si sommano a essi. Nella seconda referenza la dichiarazione si ferma alla silimarina, ed è su quella riga che le due si confrontano.
Gli altri ingredienti della formula
Le due formule affiancano al cardo mariano altri estratti, ciascuno con il proprio componente dichiarato. Il carciofo (Cynara scolymus) è dichiarato con la cinarina, un acido dicaffeoilchinico (acido 1,3-di-O-caffeoilchinico). La radice di tarassaco (Taraxacum officinale) della prima referenza è dichiarata con l’acido clorogenico, un estere dell’acido caffeico con l’acido chinico: stessa famiglia chimica della cinarina, ma con un solo residuo di acido caffeico anziché due. Nella seconda referenza tarassaco e cicoria (Cichorium intybus) sono dichiarati con i «flavoni», che non sono una molecola ma un gruppo di flavonoidi. Ne segue una regola generale: se l’estratto della stessa pianta è dichiarato con componenti diversi, come qui il tarassaco, i due numeri non si confrontano. La seconda formula contiene infine colina, 100 mg per dose: un ingrediente a sé, non un estratto vegetale.
Come si legge l’etichetta
1. Peso dell’estratto contro quantità di silimarina
Metti in fila le due righe di ciascuna etichetta. Prima referenza: estratto 250 mg, di cui silimarina 75 mg. Seconda: estratto 220 mg, di cui silimarina 176 mg. L’estratto più leggero è quello con più silimarina dichiarata: chi confrontasse soltanto i pesi arriverebbe alla conclusione opposta. Se vuoi un rapporto, puoi calcolarlo tu: 75 ÷ 250 dà il 30%, 176 ÷ 220 dà l’80%. Sono calcoli sui dati dichiarati, non percentuali riportate nelle schede, e descrivono soltanto la composizione dell’estratto.
2. Per capsula o per dose giornaliera
Le quantità della prima referenza sono riferite a 1 capsula, quelle della seconda a 2 capsule. Capsula per capsula, la silimarina è di 75 mg contro 88 mg (176 ÷ 2, calcolo); alla dose giornaliera indicata dal produttore è di 75 mg contro 176 mg. Il riferimento corretto è la dose giornaliera: è quella a cui si riferisce la modalità d’uso, ed è la quantità da non superare.
3. Quante dosi ci sono davvero
Dividi il numero di capsule per le capsule di una dose e arrotonda per difetto. Qui i conti tornano senza resto: 120 capsule a 1 al giorno fanno 120 dosi, cioè 120 giorni; 90 capsule a 2 al giorno fanno 45 dosi, cioè 45 giorni, come dichiarano le schede.
4. Costo per dose e per capsula
Prezzo diviso dosi dà il costo per dose. Prima referenza: 18,99 € per 120 dosi, circa 0,16 € al giorno. Seconda: 22,99 € per 45 dosi, circa 0,51 € al giorno e circa 0,26 € a capsula. È un confronto puramente economico: dice quanto paghi una dose, non che cosa faccia. E non va spinto oltre, perché le due formule non sono uguali: dividere il prezzo per i milligrammi di silimarina attribuirebbe l’intero costo a un solo ingrediente, e il numero ottenuto sarebbe fuorviante.
5. Che cos’altro c’è nella capsula
Il confronto riguarda tutta la formula, non solo il cardo mariano. Sul carciofo le due etichette coincidono: 300 mg di estratto, di cui cinarina 7,5 mg, per dose giornaliera. Sul tarassaco no: 70 mg di estratto di radice con 2,8 mg di acido clorogenico nella prima, 300 mg di estratto con 6 mg di flavoni nella seconda, che contiene anche cicoria (300 mg, di cui flavoni 6 mg) e colina (100 mg). Entrambe le schede dichiarano capsule vegane e un prodotto vegano e non OGM secondo il produttore; la prima aggiunge «senza stearato di magnesio», la seconda «senza additivi».
Le avvertenze delle due schede
Le avvertenze riportate in scheda sono queste, per intero. Per Cardo Mariano Plus: «Non superare la dose giornaliera consigliata. In gravidanza e allattamento, se assumi farmaci o in caso di calcoli o disturbi delle vie biliari consulta il medico prima dell’uso. Tenere fuori dalla portata dei bambini.»
Per la seconda referenza: «Non adatto ai minori di 18 anni. Non utilizzare in gravidanza e allattamento. Se assumi farmaci o in caso di calcoli o disturbi delle vie biliari, consulta il medico prima dell’uso. Non superare la dose giornaliera consigliata. Tenere fuori dalla portata dei bambini.»
La differenza riguarda le esclusioni: la seconda referenza non è adatta ai minori di 18 anni e non va utilizzata in gravidanza e allattamento, mentre per la prima, in gravidanza e allattamento, la scheda indica di consultare il medico prima dell’uso.
Le referenze in catalogo
Sono entrambe di Vegavero, con formule diverse: per questo i dati sono in due tabelle separate.
| Prodotto | Cardo Mariano Plus (Vegavero) |
|---|---|
| Forma | Capsule vegane |
| Formato | 120 capsule |
| Porzione | 1 capsula al giorno, con un bicchiere d’acqua |
| Per porzione | estratto di carciofo (Cynara scolymus) 300 mg, di cui cinarina 7,5 mg; estratto di cardo mariano (Silybum marianum) 250 mg, di cui silimarina 75 mg (di cui silibina e isosilibina 40 mg); estratto di radice di tarassaco (Taraxacum officinale) 70 mg, di cui acido clorogenico 2,8 mg |
| Porzioni | 120 per confezione, cioè 120 giorni a 1 capsula al giorno |
| Prezzo | 18,99 € |
| Costo per dose | circa 0,16 € al giorno |
| Idoneità | vegano e non OGM secondo il produttore, senza stearato di magnesio |
| Prodotto | Formula Vegavero con carciofo, tarassaco, cicoria, cardo mariano e colina |
|---|---|
| Forma | Capsule vegane |
| Formato | 90 capsule |
| Porzione | 2 capsule al giorno durante un pasto, con una quantità sufficiente di liquido |
| Per porzione | estratto di carciofo (Cynara scolymus) 300 mg, di cui cinarina 7,5 mg; estratto di tarassaco (Taraxacum officinale) 300 mg, di cui flavoni 6 mg; estratto di cicoria (Cichorium intybus) 300 mg, di cui flavoni 6 mg; estratto di cardo mariano (Silybum marianum) 220 mg, di cui silimarina 176 mg; colina 100 mg |
| Porzioni | 45 per confezione, cioè 45 giorni a 2 capsule al giorno |
| Prezzo | 22,99 € |
| Costo per dose | circa 0,51 € al giorno; circa 0,26 € a capsula |
| Idoneità | vegano e non OGM secondo il produttore, senza additivi |
Quale scegliere
Il criterio si costruisce su porzione, composizione dichiarata, costo e avvertenze.
- Se preferisci una capsula al giorno, Cardo Mariano Plus prevede 1 capsula e la confezione copre 120 giorni; la seconda referenza ne prevede 2 e copre 45 giorni.
- Se confronti la silimarina dichiarata, guarda la riga «di cui silimarina» alla dose giornaliera: 75 mg nella prima, 176 mg nella seconda. È un dato di composizione, non una graduatoria: dice quanta silimarina è dichiarata, non che cosa faccia.
- Se cerchi una formula con meno estratti vegetali, la prima ne riunisce tre (carciofo, cardo mariano, radice di tarassaco); la seconda quattro (carciofo, tarassaco, cicoria, cardo mariano) più la colina.
- Se il criterio è il costo, sono circa 0,16 € al giorno contro circa 0,51 €: un confronto economico fra due formule diverse, non il prezzo della stessa cosa.
- Se sei in gravidanza o allatti, parti dalle avvertenze: la seconda referenza non va utilizzata in gravidanza e allattamento; per la prima, la scheda indica di consultare il medico prima dell’uso.
- Se segui un’alimentazione vegana, entrambe le schede dichiarano capsule vegane e un prodotto vegano secondo il produttore.
- Se stai valutando un’altra etichetta, cerca la riga «di cui silimarina» e portala alla dose giornaliera: senza quella riga, sulla silimarina il confronto non si può fare.
Lo stesso metodo di lettura, con il peso dell’estratto da una parte e la quantità del componente dichiarato dall’altra, vale per altri estratti vegetali, senza che fra queste piante esista alcun rapporto funzionale: per esempio l’ashwagandha e la bacopa monnieri, che hanno guide dedicate.
Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera consigliata. In gravidanza, allattamento, in presenza di patologie o terapie in corso, chiedi consiglio al medico.
