Vitamina C: come sceglierla leggendo l’etichetta

Come confrontare due integratori di vitamina C: milligrammi e %VNR, forma liposomiale, costo per grammo, diciture autorizzate e avvertenze.

Se stai confrontando due integratori di vitamina C, le etichette sembrano simili e non lo sono: milligrammi di vitamina C accanto al peso di un sale, percentuali del valore nutritivo di riferimento (VNR) a tre cifre, nomi di materie prime di marca, la parola «liposomiale», bioflavonoidi aggiunti. Va detto subito: per la vitamina C il regolamento (UE) n. 432/2012, che elenca le indicazioni sulla salute consentite, riporta diverse diciture autorizzate. Hanno un testo stabilito, si possono usare solo a una condizione d’uso precisa e riguardano la vitamina C in quanto tale, non una sua forma, una materia prima o una marca. Questa guida propone un metodo di lettura: i nomi in etichetta, i numeri da confrontare, il calcolo della percentuale del VNR e del costo di una dose, con l’esempio della referenza in catalogo.

Che cos’è la vitamina C

La vitamina C è l’acido L-ascorbico, una vitamina idrosolubile, cioè solubile in acqua. «Vitamina C», «acido L-ascorbico» e, più brevemente, «acido ascorbico» indicano la stessa sostanza, e in etichetta puoi trovare ciascuno dei tre nomi. La «L» indica quale delle due forme speculari dell’acido ascorbico si intende: è la forma L quella che corrisponde alla vitamina C.

La vitamina C è presente in natura in alcuni alimenti. Negli integratori può comparire come acido ascorbico oppure come uno dei suoi sali, gli ascorbati: per esempio l’ascorbato di sodio e l’ascorbato di calcio. In questi sali l’acido ascorbico è legato al sodio o al calcio, che fanno quindi parte del peso dell’ingrediente.

Le forme in etichetta: chimica e veicolo, non una graduatoria

Le varianti si distinguono per molecola, peso e veicolo: sono differenze di composizione e di aritmetica.

Acido ascorbico e ascorbati

Quando l’ingrediente è acido L-ascorbico, il suo peso e i milligrammi di vitamina C coincidono. Quando è un ascorbato, no: una parte del peso è il minerale a cui l’acido è legato, quindi 1.000 mg di ascorbato non sono 1.000 mg di vitamina C. Se un’etichetta riporta soltanto il peso del sale, quel numero non è confrontabile con i milligrammi di vitamina C di un’altra etichetta.

Liposomiale: il veicolo, non la molecola

In generale un liposoma è una vescicola la cui parete è formata da uno o più doppi strati di molecole come i fosfolipidi. «Liposomiale» descrive quindi il modo in cui la vitamina C è veicolata, non una molecola diversa. Nella referenza in catalogo la scheda descrive questa parte come vitamina C «racchiusa in vescicole di fosfolipidi». I numeri da leggere sono due: quanta vitamina C è dichiarata in forma liposomiale (qui 100 mg su 500 per capsula) e quanti fosfolipidi contiene la porzione (qui 23 mg). La forma liposomiale non indica una graduatoria e non cambia le diciture autorizzate, che riguardano la vitamina C.

Bioflavonoidi di agrumi: un ingrediente in più

«Bioflavonoidi» è un nome usato per i flavonoidi, un gruppo di composti accomunati dalla stessa struttura chimica di base, quella dei fenilbenzopirani; «di agrumi» ne indica la provenienza. Non sono vitamina C né una sua forma: sono un ingrediente distinto, con una quantità propria. In questa referenza la scheda ne dichiara 0,7 mg per capsula.

Nomi di marca: PureWay-C®

Secondo la scheda, PureWay-C® è una materia prima di vitamina C di marca. Un nome commerciale non è una forma chimica e non sostituisce i numeri: anche qui il dato da leggere è la quantità di vitamina C dichiarata.

Le indicazioni autorizzate e la loro condizione

Fra le diciture che il regolamento (UE) n. 432/2012 elenca per la vitamina C, queste cinque sono riportate qui alla lettera:

  • La vitamina C contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario.
  • La vitamina C contribuisce alla normale formazione del collagene per la normale funzione della pelle.
  • La vitamina C contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.
  • La vitamina C contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.
  • La vitamina C accresce l’assorbimento del ferro.

Per tutte e cinque il regolamento fissa la stessa condizione d’uso: ciascuna «può essere impiegata solo per un alimento che è almeno una fonte di vitamina C», come specificato nell’indicazione «fonte di» dell’allegato del regolamento (CE) n. 1924/2006. Secondo quell’allegato, si può dire che un alimento è «fonte» di una vitamina solo se ne contiene almeno una «quantità significativa», oppure una quantità prevista da specifiche deroghe. Sulla referenza in catalogo: 500 mg di vitamina C per capsula, il 625% del VNR. La condizione è ampiamente soddisfatta.

Su qualunque etichetta le verifiche sono tre: che la frase corrisponda a una dicitura del regolamento; che il prodotto soddisfi la condizione d’uso; che la frase sia riferita alla vitamina C e non alla forma liposomiale, a una materia prima come PureWay-C®, alla marca o agli altri ingredienti della formula, come fosfolipidi e bioflavonoidi.

Come si legge l’etichetta

1. Milligrammi di vitamina C, non peso dell’ingrediente

Cerca su ogni etichetta la riga «vitamina C» con i milligrammi per dose giornaliera. Sulla referenza in catalogo la riga dice: vitamina C 500 mg per capsula, di cui 400 mg da PureWay-C® e 100 mg da PureWay-C® liposomiale.

2. La percentuale del VNR, ricalcolata

Il VNR della vitamina C è di 80 mg, secondo il regolamento (UE) n. 1169/2011. Le linee guida del Ministero della Salute su vitamine e minerali negli integratori precisano: «In etichetta il tenore ponderale di vitamine e minerali sulla quantità di assunzione giornaliera va espresso anche come percentuale del VNR ove previsto.» Il conto si rifà in un attimo: 500 mg diviso 80 mg fa 6,25, cioè il 625% dichiarato in scheda. Su un’altra etichetta rifai la stessa divisione per 80 prima di confrontare le percentuali.

3. La porzione non è la confezione

Il numero grande in confezione, 90 capsule, dice quanto dura il prodotto, non quanto ne assumi. La porzione indicata dal produttore è 1 capsula al giorno, preferibilmente durante un pasto, con un bicchiere d’acqua: è la base di ogni conto. Due capsule da 250 mg fanno in tutto 500 mg, come una capsula da 500: confronta sempre il totale per dose giornaliera.

4. Quante dosi ci sono davvero

Dividi le unità della confezione per quelle della dose e arrotonda per difetto. Qui 90 capsule a 1 capsula al giorno fanno 90 dosi, cioè 90 giorni, come indica la scheda. In tutto la confezione contiene 90 × 500 mg = 45.000 mg, cioè 45 g di vitamina C dichiarata.

5. Costo per dose e costo per grammo

Sulla referenza in catalogo, 24,90 € diviso 90 dosi fa circa 0,28 € a dose; diviso 45 g di vitamina C fa circa 0,55 € al grammo. Il costo per grammo permette di mettere a confronto prodotti con capsule e dosi diverse. È un confronto puramente economico: dice quanto paghi la vitamina C dichiarata in etichetta e non implica che una quantità maggiore dia un risultato maggiore.

6. Capsula e altri ingredienti

La capsula e gli ingredienti diversi dalla vitamina C decidono l’idoneità a un’alimentazione vegana e la presenza di eventuali allergeni. Sulla referenza in catalogo la scheda dichiara una capsula vegana in idrossipropilmetilcellulosa (HPMC), 23 mg di fosfolipidi e 0,7 mg di bioflavonoidi di agrumi per capsula, con formula non OGM secondo il produttore. Su qualunque integratore, per gli allergeni fa fede la lista ingredienti stampata sulla confezione.

Avvertenze e apporto massimo

Le avvertenze riportate in scheda sono queste, per intero: «Non superare la dose giornaliera consigliata. Considerare la vitamina C assunta con altri integratori. In caso di calcoli renali, gravidanza, allattamento o terapie farmacologiche consultare il medico. Tenere fuori dalla portata dei bambini.»

Le linee guida del Ministero della Salute sugli apporti giornalieri di vitamine e minerali ammessi negli integratori alimentari, nella revisione di settembre 2021, indicano per la vitamina C un apporto massimo di 1.000 mg al giorno. Alla dose di una capsula, la referenza in catalogo ne apporta 500 mg, cioè la metà. Accanto a questo valore conta la seconda avvertenza: se usi anche un altro integratore che contiene vitamina C, tieni conto dei milligrammi dichiarati sulla sua etichetta.

La referenza in catalogo

Questi sono i dati dichiarati in scheda.

Prodotto Vitamina C Duo 500 (Vitalized, marchio ora commercializzato come Vuzïmo: la confezione può riportare il nuovo nome)
Forma Capsule vegane in idrossipropilmetilcellulosa (HPMC); vitamina C da PureWay-C®, in parte in forma liposomiale
Formato 90 capsule
Porzione 1 capsula al giorno, preferibilmente durante un pasto, con un bicchiere d’acqua: è la dose giornaliera consigliata dal produttore, da non superare
Per porzione Vitamina C 500 mg (625% VNR), di cui 400 mg da PureWay-C® e 100 mg da PureWay-C® liposomiale; fosfolipidi 23 mg; bioflavonoidi di agrumi 0,7 mg
Porzioni 90 per confezione, cioè 90 giorni a una capsula al giorno
Prezzo 24,90 €
Costo per dose circa 0,28 €, pari a circa 0,55 € per grammo di vitamina C dichiarata
Altri dati Non OGM secondo il produttore; prodotto in UE; EAN 8720648297946

Quale scegliere

Il criterio si costruisce su quantità dichiarata, forma, costo e idoneità.

  • Se vuoi confrontare le quantità, porta ogni etichetta a milligrammi di vitamina C per dose giornaliera e ricalcola la percentuale sugli 80 mg del VNR: qui sono 500 mg con una capsula, il 625%.
  • Se un’etichetta dichiara un ascorbato, cerca i milligrammi di vitamina C e non fermarti al peso del sale, che comprende anche il minerale.
  • Se ti interessa la forma liposomiale, guarda quanta vitamina C è dichiarata in quella forma e quanti fosfolipidi contiene la porzione: qui 100 mg su 500, con 23 mg di fosfolipidi. È un dato sul veicolo, non una graduatoria.
  • Se stai confrontando due prezzi, usa il costo per grammo di vitamina C: qui circa 0,55 €. Resta un confronto puramente economico.
  • Se usi già un altro integratore con vitamina C, tieni conto dei milligrammi dichiarati sulle due etichette, come indica l’avvertenza della scheda.
  • Se segui un’alimentazione vegana, guarda il materiale della capsula e gli altri ingredienti: qui la scheda dichiara una capsula vegana in HPMC.

La stessa lettura, quantità per dose giornaliera e percentuale del VNR ricalcolata, vale per le altre vitamine dichiarate in etichetta ed è quella seguita nella guida sulle vitamine del gruppo B: cambiano le sostanze, non le righe da guardare.

Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera consigliata. In gravidanza, allattamento, in presenza di patologie o terapie in corso, chiedi consiglio al medico.

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